Come lavare la seta, smacchiarla e stirarla? Tutto quello che c’è da sapere
La seta è uno dei tessuti più apprezzati nel mondo: “tutta colpa” della sua morbidezza e delle irresistibili trame che conferiscono agli indumenti leggerezza ed un’eleganza senza eguali. Poi, è estremamente versatile. Infatti, viene usata per dar vita a vestiti, camicie, foulard, ma anche a tende e federe. Quindi, come lavare la seta senza rovinarla?
In questa guida osserveremo da vicino tutti gli accorgimenti su come trattare al meglio questo prezioso tessuto: passeremo dal lavaggio della seta fino alle modalità di stiraggio. Ovviamente, lo faremo insieme ai prodotti Stanhome pensati per preservare ed esaltare tutte le caratteristiche dei suoi filamenti.
Quanti sono i tipi di seta?
Prima di scoprire le varie attività per trattare la seta è doveroso fare una premessa: non tutti i tessuti di questo pregiato filamento sono uguali. Infatti, in commercio si contano all’incirca 35 tipologie diverse di fibre di seta.
Quali sono quelle più diffuse?
- Seta di gelso: la versione più comune, pregiata e soffice. Possiede una superficie liscia, un tocco vellutato e un bagliore naturale unico, impiegata sia nell'alta moda che nella teleria per la casa.
- Seta froissé: caratterizzata da una particolare texture dall'aspetto volutamente increspato e stropicciato, ideale per capi moderni e dinamici.
- Seta cotta: sottoposta a un processo di finissaggio termico che le conferisce un'estetica opaca, una consistenza più densa e una robustezza superiore.
- Seta antica: una trama retrò dal valore inestimabile, destinata prevalentemente al restauro di pezzi d'epoca o alla sartoria d'alta gamma.
- Seta di San Leucio: celebre nel mondo per la sua tradizione plurisecolare e per le sue lavorazioni jacquard ricche di motivi floreali o figurativi.
Il lavaggio di ognuna di queste sete richiede accorgimenti particolari. Il consiglio, come vedremo nel paragrafo successivo, è quello di leggere con attenzione l’etichetta di ogni capo prima di metterlo in lavatrice.
Cosa fare prima del lavaggio della seta?
Prima di procedere con il lavaggio della seta è necessario verificare alcuni aspetti per evitare di andare incontro a spiacevoli sorprese.
Il primo controllo da effettuare è la lettura dell’etichetta. Esamina attentamente le icone riportate dal produttore, le quali specificano chiaramente se il capo può essere lavato in acqua oppure se necessita esclusivamente un trattamento a secco presso una lavanderia.
Inoltre, ricorda sempre che la seta tende a cedere e ad assorbire con estrema facilità i pigmenti di colore. Quindi, anche se le indicazioni del produttore prevedono il lavaggio domestico, non mescolarla insieme ad altri indumenti.
Che detersivo usare per la seta?
Tra gli accorgimenti prelavaggio c’è anche la scelta del detersivo. Quale usare?
La seta è una fibra di origine proteica, ovvero composta dalle proteine prodotte dal baco da seta. Questo genere di filamenti è molto sensibile agli enzimi aggressivi contenuti nei detersivi tradizionali e pensati per rimuovere le macchie.
Il loro uso potrebbe corrodere e indebolire la struttura del filato. In questi prodotti, poi, sono solitamente anche presenti agenti sbiancanti a base di cloro o ossigeno attivo, i quali possono ingiallire la seta chiara e sbiadire i colori delle tipiche fantasie stampate.
Di conseguenza, per lavare la seta bisogna utilizzare detersivi molto delicati caratterizzati da un ph neutro, come Aquilaun di Stanhome.
Grazie ai suoi agenti trattanti e nutrienti, preserva la naturale morbidezza della seta e protegge i filamenti dall’usura meccanica e dalla perdita di consistenza. Il detergente esprime la sua massima efficacia già a partire dalle basse temperature. Infine, i suoi principi detergono delicatamente senza aggredire le molecole di colore: i tuoi tessuti in seta resteranno vivaci e brillanti ad ogni lavaggio.
Come lavare la seta?
Passiamo alla pratica e diamo un’occhiata a come lavare la seta, sia a mano che in lavatrice. Entrambe le operazioni richiedono accorgimenti particolari per evitare di rovinare i tessuti.
Come lavare la seta a mano?
Per gli indumenti in seta pura al 100% ed in generale per le stoffe più delicate, come ad esempio le camicie e i foulard in seta, il lavaggio a mano resta l’opzione maggiormente consigliata.
La procedura inizia con il riempimento di una bacinella con acqua fredda o al massimo tiepida. Infatti, la seta non deve essere mai trattata con acqua calda, in quanto il calore altererebbe la struttura proteica del filamento causando il poco piacevole “effetto restringimento”.
Dopodiché si versano circa 15 ml di Aquilaun e si mette ammollo il tessuto per circa 3 minuti, durante i quali si effettua delicatamente un movimento circolare. Passati questi pochi minuti (l’ammollo prolungato può deteriorare le fibre della seta!) si procede al risciacquo finale con abbondante acqua fredda corrente fino a quando la schiuma del detersivo non sarà completamente scomparsa. Infine, ricorda: la seta non va mai strizzata.
Come lavare la seta in lavatrice?
I capi in seta possono essere lavati in lavatrice solo se l’etichetta lo consente espressamente. In questo caso, è importante prestare attenzione soprattutto alla temperatura: a quanti gradi si lava la seta?
Come già osservato nei paragrafi precedenti, il lavaggio della seta deve essere sempre effettuato in acqua fredda. La temperatura massima consentita è 30°.
Prima di mettere l’indumento in lavatrice bisognerebbe inserirlo in un sacchetto in maglia utilizzato solitamente per la biancheria intima. Il motivo dell’utilizzo di questa protezione è evitare il contatto tra l’indumento e le pareti metalliche del cestello.
Molte lavatrici presentano un programma specifico per la seta. Qualora non fosse presente si consiglia di selezionare “delicati”. Prima di avviare il lavaggio vanno aggiunti circa 25 ml di Aquilaun. La centrifuga deve essere disattivata oppure impostata al valore più basso o comunque non superiore ai 400 giri al minuto.
Una volta terminato il lavaggio, l’indumento va immediatamente rimosso dal cestello per evitare che si formino pieghi e soprattutto che ristagni l’umidità.
Come smacchiare la seta?
Uno dei dubbi principali sulla seta riguarda la possibilità di trattare lo sporco senza rovinare il tessuto. C’è una buona notizia: in caso di macchie ed aloni si può intervenire, ma la parola d’ordine resta delicatezza.
Infatti, uno degli errori più comuni è quello di frizionare energicamente la superficie del tessuto. Lo sfregamento può alterare in maniera irreversibile la trama creando anche zone sbiadite e opache. Allora, come rimuovere correttamente le macchie?
La macchia va tamponata con della carta assorbente o con una salvietta asciutta. Dopo questa operazione si diluisce un goccio di detergente neutro in acqua fredda e si tampona ancora una volta la zona interessata. Si lascia agire per qualche secondo e poi si procede al lavaggio della seta.
Come posso ravvivare la seta?
È possibile ravvivare un capo di seta indurito o ingiallito? La risposta è “sì” e tutto ciò è possibile grazie ad Aquilaun di Stanhome.
Il detergente contiene glicerina, la quale è un potente umettante naturale. Questa penetra nelle fibre disidratate della seta e le “disseta” restituendo al tessuto la sua morbidezza naturale.
Al tempo stesso, Aquilaun contiene i cosiddetti azzurranti ottici, sostanze che assorbono i raggi ultravioletti e li riemettono sottoforma di luce blu. La loro azione neutralizza la tonalità giallastra che si crea sui tessuti trascurati e dona immediatamente una percezione del colore più vivida e brillante.
Come asciugare la seta?
Abbiamo già accennato al fatto che la seta, in seguito al lavaggio, non va mai strizzata per evitare il deterioramento delle fibre. Quindi, come asciugarla senza rovinarla?
Si utilizza la tecnica dell’asciugamano arrotolato. L’indumento va disteso su un panno di cotone bianco e arrotolato premendo leggermente con le mani. Così facendo, l’asciugamano assorbirà gran parte dell'acqua trattenuta senza sottoporre il tessuto ad alcuno stress.
Dopodiché, il tessuto va steso in piano sullo stendibiancheria, oppure nel caso delle camicie di seta, appeso su una gruccia sagomata e imbottita. Si consiglia di lasciare asciugare la seta in un ambiente arieggiato al riparo dalla luce solare diretta e lontano da fonti di calore artificiale, come ad esempio i termosifoni.
Come stirare la seta?
Stirare la seta è possibile, a patto di rispettare alcune cautele. Il momento perfetto per passare il ferro è quando la stoffa conserva ancora un leggero grado di umidità. Il ferro da stiro deve essere impostato sulla temperatura minima (alcuni dispositivi presentano un programma pensato appositamente per la seta).
Prima di procedere allo stiraggio il capo va rovesciato. Inoltre, ricorda di apporre sempre un panno sottile in cotone tra la piastra e la seta, in modo da creare una barriera protettiva. Per le camicie in seta e gli abiti lunghi è preferibile la stiratura verticale: l’indumento viene appeso ad una gruccia ed il vapore viene erogato in posizione ravvicinata, ma senza toccare direttamente la stoffa.
Come conservare la seta negli armadi?
Ultimo, ma non meno importante aspetto, riguarda la conservazione degli indumenti di seta negli armadi. I vestiti e le camicie in seta andrebbero sempre appesi su grucce imbottite per evitare che le spalline lascino segni o deformino il tessuto. Invece, i foulard, le cravatte e le federe possono essere tranquillamente piegati evitando però di pressare eccessivamente le pieghe.
Le custodie rappresentano una forma di protezione ulteriore per la seta. Tuttavia, bisogna evitare quelle in plastica, in quanto trattengono l’umidità interna favorendo la comparsa di muffa e cattivi odori. Meglio orientarsi sulle custodie in cotone, che consentono alle fibre naturali della seta di respirare.
Insomma, la seta è un tessuto tanto pregiato quanto delicato. Per questo motivo è necessario trattarlo sempre con la massima attenzione utilizzando prodotti idonei, proprio come Aquilaun di Stanhome.